giovedì 1 gennaio 2015

Il gelo sopra Berlino.


Ho un limite.
Odio il freddo.
I miei sensi si rifiutano di operare a temperature al di sotto dei 5°. Con gli amici scherzo che sarei dovuta nascere sull'Equatore. 
Anche per questo cerco di limitare i viaggi in questo periodo dell'anno se non per delle vere e proprie gite di giornata, che si rivelano nella maggior parte dei casi vere e proprie sofferenze.

E' stato così per Berlino. Ci sono stata con una cara amica e sia io che lei (me le scelgo bene le amicizie) abbiamo patito le pene dell'inferno mentre il termometro segnava -11° sotto zero. Per quanto fossi vestita a cipolla e attrezzata a dovere non riuscivo a ragionare e godermi la città. Con il freddo divento insofferente, irascibile. Non mi piaccio. 
A Berlino è stato così: una lamentela continua tra una tazza fumante di cioccolata calda in qualche caffè del Mitte e alla disperata ricerca di quel calore che solo l'arte sa offrire, all'Isola dei Musei.

Quest'anno ero tentata da un weekend nella capitale ungherese, ma ho desistito per lo stesso motivo. Il gelo. Il ghiaccio penetrante che ti entra nelle ossa, la neve e tutte quelle sfumature di grigio che rattristano un pò. Vedrò Budapest in primavera e sarò ben lieta di coccolarmi un po' alle terme riscaldata dal sole.


Clouds of Sils Maria.



E' uscito di recente nelle sale Sils Maria (Clouds of Sils Maria in originale) pellicola presente nell'ultimo festival di Cannes. Il film vede una sempre sublime Juliette Binoche, attrice di successo, a cui viene offerta la possibilità di riportare in scena una pièce teatrale in cui lei stessa recitava vent'anni prima dal titolo Maloja Shake, ambientata proprio nella piccola cittadina di Sils Maria in Engadina.
Una delle buone scuse per andare al cinema è stata anche quella di rivivere un po' il mio viaggio nell'Alta Engadina, più precisamente della regione dei laghi. Se siete amanti della natura, delle escursioni all'aria aperta e della montagna i Grigioni sono una ventata d'aria fresca! Se da un lato non ho molto amato St. Moritz e quello strato di patina e snobismo che la distinguono, ho trovato in Sils Maria, a pochi km di distanza, tutto quello che cercavo: pace e tranquillità, incantevoli boschi di abeti e panorami davvero niente male.

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Sils Maria è stata scelta come meta da uomini illustri e filosofi, lo stesso Nietzsche vi risiedeva nei suoi soggiorni estivi. Ma quali solo le principali attrattive dei Grigioni, questa straordinaria regione della Svizzera ?
  • I laghi, da quello di Sils, di Silvaplana fino a St. Moritz.
  • Le piste da scii e le escursioni in slitta sulla valle di Fex, durante il periodo invernale.
  • Praticare del sano nordic walking nei vari percorsi segnalati o semplicemente fare delle belle scampagnate sul Passo del Maloja o sul Bernina.
  • Assaporare la cucina tipica svizzera in uno dei ristoranti della zona. Perché non a Pontresina, godendo di una buona vista panoramica ?
  • Lo sport: equitazione, vela o mountain bike. Queste sono zone assolutamente adatte agli sportivi!
  • Se viaggiate con dei bambini, sono certa che apprezzeranno una visita alla casa di Heidi a Grevasalvas.

Risparmiare a Santorini si può.

Sono ancora piuttosto giovane e non potrei mai permettermi uno di quegli hotel super esclusivi a Santorini in Agosto. Anche perché non avrebbero niente a che vedere con la mia filosofia di viaggio: l'alloggio deve essere decoroso, semplice ed economico, in modo da poter investire parte della somma in altre attività durante la vacanza.
Con Santorini è stata dura. Prenotare il volo con Volotea è stato veloce e indolore, è vero, ma mi sono ritrovata nel bel mezzo di una vera e propria Odissea per trovare un hotel a un prezzo decente e in una posizione abbastanza centrale. Ho dovuto scartare da subito l'idea martellante che avevo di soggiornare a Oia. 1000 € a notte non me li posso di certo permettere. Thira (o Fira) un po' più accessibile, ma neanche tanto. Poi il miraggio.
Situato a Mesariá, a cinque minuti dall'aeroporto e a due minuti da Fira, l'Hotel Kalma è, senza esagerare, un vero e proprio gioiello in una zona assolutamente tranquilla e ben fornita. Sono rimasta colpita dalla squisita cortesia e semplicità dei proprietari - l'hotel è a conduzione familiare - e mi sento in dovere di consigliarlo a chiunque sia intenzionato a fare un viaggio a Santorini. L'ambiente non è per niente lussuoso, ma semplicemente adorabile! Tutto in perfetto stile delle Cicladi.



Proprio fuori dall'hotel, in centro a Mesariá abbiamo noleggiato una macchina nuova fiammante ad un prezzo di 40 € al giorno e grazie a questa ci siamo spostati in lungo e in largo.
Ecco, un dubbio che avevo prima di partire era proprio il come fare a spostarsi sulll'isola. Santorini è piccola e ben rifornita di autobus, ma una macchina o una moto vi ci vogliono. Non intimoritevi e noleggiatela sul posto. Sarete più indipendenti e vi risparmierete una gran fatica!

Torino è bianco e nera.


" Tu sei come me  Un altro giorno un'altra ora ed un momento Perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento Il Cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco Tu sei come me Un altro giorno un'altra ora ed un momento " .
- Subsonica
Sciarpa e cappotto di lana, odore di sigarette appena spente e il ticchettio dei miei passi sotto i portici che danno a Piazza Carlo. Non ha il sapore dei Gianduiotti e non basterà nessuna cioccolata fumante a riscaldarmi. Torino è fredda: bianca come la neve che la ricopre a Dicembre e nera come la notte.

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E' così che la vedo e mi piace pensarla. Maestosa con le facciate dei suoi palazzi barocchi, imponente come la Gran Madre di Dio e un po' appartata e solitaria con il suo Valentino. Non ha l'energia di Milano, il fascino di Genova o le bellezze di Roma, ma c'è qualcosa che la rende incantevole ai miei occhi e sento sempre il bisogno di tornarci e riscoprirla poco a poco.

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Torino ha un'anima complessa. Torino città operaia. Torino città dellaFiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all'Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell'«Ordine nuovo», Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l'impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città.
- Arrigo Levi

lunedì 17 novembre 2014

Iguazù, in quest'attrazione ci si bagna!



Sono sempre stata attratta dal Sud America forse più di ogni altro paese. C'è chi da bambino voleva andare in Giappone, chi in Egitto a vedere le Piramidi o girare gli USA in motocicletta, il mio sogno era quello di andare nell'America Meridionale e più precisamente in Brasile. Un paio d'anni fa sono finalmente riuscita a organizzarmi e sono partita. Una specie di tour de force tra voli continentali e voli interni, ma ho toccato le principali mete che mi interessavano. Fra queste una sosta di due giorni alle Cascate di Iguazù ( o Iguaçu ) dal lato brasiliano e argentino.
Mentre organizzavo il viaggio ho avuto qualche dubbio se partire o meno per le Cataratas. Per arrivarci avrei dovuto prolungare il mio soggiorno in Brasile e per farlo prendere altri due aerei e pagare un altro soggiorno in hotel. Ecco, ripensandoci oggi, credo che quella di acquistare quel biglietto sia stata una delle migliori scelte della mia vita.
Volo da San Paulo a Iguazù quindi. La pista di atterraggio dell'aeroporto altro non era che un enorme e desolata distesa di terra rossastra - Ma dove siamo finiti ? - devo aver detto in quel mentre, ma in realtà avrei voluto gridare per l'emozione e la gioia - Che bello! Guarda dove siamo capitati! Siamo a Iguazù! -.
Abbiamo soggiornato all'Hotel Recanto Cataratas a Foz do Iguaçu, a pochi km dalle cascate. Hotel super confortevole che mi sento di consigliare per chi voglia riposarsi un po' dopo un lungo e estenuante viaggio. La città non ha molto da offrire e al suo centro abbiamo trovato  perlopiù negozi di elettrodomestici e churrascarias, ma le escursioni nel Parco Nazionale e l'abbondante cena in hotel ci hanno tenuti impegnati per tutta la durata del soggiorno.

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Il primo giorno abbiamo attraversato il confine nello stato di Misiones, in Argentina. Un trenino ci ha portati all'interno del parco e ci ha lasciati sulle passerelle di legno che lo percorrono. Natura incontaminata e tanta emozione fino all'arrivare alla pura euforia a la Garganta del Diablo. 



{ la prossima volta devo ricordarmi di girare l'iPhone quando devo fare un video! mannaggia a me!

Mi sono sentita piccola e impotente davanti al maestoso spettacolo della natura, tanto dall'arrivare a commuovermi. Per questo dico che un viaggio vale sempre la pena perché qualunque cosa accada lo si porterà un po' sempre dentro come una parte di noi e del nostro bagaglio.
Secondo giorno: lato brasiliano. Tutto molto bello e curato (senz'altro più panoramico del lato argentino, che però offre forse più emozione). Qui siamo stati accompagnati da una guida del parco originaria di Curitiba che ci ha raccontato un po' di più sulla fauna del luogo e sugli animali del parco. Mi sono innamorata dei Coati e volevo a tutti i costi portarmene a casa uno, tendano (con scarso successo) di infilarmene uno nello zainetto.

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Consigli di viaggio:
  • portatevi un cambio di vestiti sia che progettate un'escursione con il gommone, sia per scattare qualche foto a la Garganta del Diablo o con le cascate sullo sfondo. E occhio alla lente delle vostre macchinette fotografiche! In questa attrazione ci si bagna! Credetemi sulla parola.
  • Non soffermatevi solo sul lato brasiliano. Almeno mezza giornata è da dedicare all'altro versante.
  • Se volete acquistare qualche souvenir fatelo in Argentina. Lì c'è un negozietto che vende praticamente di tutto e a prezzi più bassi.

Quella volta che sono uscita piangendo da una corrida.

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Di rado mi pento veramente di qualcosa e se lo faccio cerco almeno di trovarne il lato positivo o divertente. Lo stesso vale per quando sono in viaggio. Le sventure e le delusioni capitano, è la vita, e forse la parte che resta più impressa del soggiorno stesso.
Tuttavia quando ripenso alla Spagna non posso non ricordare quando siamo andate - altre due amiche ed io - a vedere una corrida a Barcellona. Tre giovani, viaggio low cost, ultima sera e voglia di immergersi e provare qualcosa di nuovo, qualcosa di tipico.
Ecco, se avete un briciolo di umanità e compassione per gli esseri viventi evitate di andare a questo genere di spettacoli. Io mi sono ritrovata a sperare che il toro infilzasse il torero ( e non è un bel pensiero ), prima di decidermi a uscire in lacrime. Ma la cosa più fastidiosa e crudele non è tanto il vedere tutto quel sangue e lo stremo a cui vengono portati i tori e i cavalli, ma il tifo agguerrito che arriva dalle platee, tutti questi uomini che tirano fuori i fazzoletti.  Non aspettatevi quindi una scena alla "Habla con Ella" degna di Almodovar. La corrida è uno spettacolo assolutamente crudele e che potete tranquillamente evitare. Se volete sentire la Spagna andatevene a uno show di flamenco. Senza spargimenti di sangue.